Auditorium Fortunago

  • Figli di Troia

    In questo suo nuovo monologo, Paolo Cevoli racconta in chiave ironica e contemporanea il mitico viaggio di Enea paragonandolo ad altri viaggi che hanno segnato la storia dell’umanità. da Cristoforo Colombo a Cappuccetto Rosso, dal principe vichingo Ragnar a suo babbo Luciano emigrato in Australia negli anni ’50. Enea, eroe sconfitto, fugge da Troia in fiamme con le sue divinità in tasca, il padre sulle spalle e il figlioletto per mano: le sue radici e la speranza per un futuro migliore. Dopo mille peripezie giunge alla foce del Tevere dove trova una scrofa che allatta - segno profetico per il luogo in cui fermarsi - e mentre le donne preparano delle focacce, gli esuli troiani sacrificano la scrofa e i suoi maialini. Il viaggio epico del fondatore di Roma si conclude con un picnic a base di panini alla porchetta. Questo e tanti altri episodi del poema virgiliano sono al centro del racconto di Paolo Cevoli, per riscoprire i valori e le radici del popolo italiano. Così come fece Virgilio che ha scritto l’Eneide per dare una dipendenza nobile agli antichi romani, nostri progenitori. Ha pensato: piuttosto che essere figli di nessuno meglio essere figli di Troia.

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  • Caveman

    Un super successo internazionale che ha conquistato il pubblico in tutto il mondo. In Italia, Caveman ha registrato oltre 500.000 biglietti venduti solo a Milano. Il tema centrale della versione originale di Caveman era l’eterno incontro/scontro tra uomo e donna, con i suoi difetti, le diverse modalità di pensiero e azione. Un argomento intramontabile, vecchio come il mondo, ma sempre rilevante. Uno sguardo preistorico e umoristico sulla battaglia dei sessi, analizzando le dinamiche di coppia con una forte impronta ironica. È proprio la capacità di identificarsi nelle storie raccontate che scatena le risate del pubblico. "L’UOMO DELLE CAVERNE," nella versione interpretata da Maurizio Colombi in Italia, ha evoluto e arricchito i suoi contenuti per riflettere i cambiamenti nelle relazioni di coppia e nell'identità di genere degli ultimi decenni. Colombi ha aggiornato lo spettacolo per renderlo più attuale e inclusivo, toccando argomenti che risuonano con le esperienze delle coppie moderne, comprese quelle LGBTQ+. Colombi esplora come la tecnologia ha influenzato le dinamiche di coppia, trattando temi come l'uso dei social media, le app di incontri e la comunicazione digitale, che hanno rivoluzionato il modo in cui le persone si conoscono e interagiscono. Lo spettacolo affronta i cambiamenti nei ruoli di genere, riconoscendo che le tradizionali divisioni di compiti domestici e lavorativi sono sempre più fluide e mette in luce come uomini e donne oggi collaborino più equamente nella gestione della famiglia e del lavoro. Grazie a questi aggiornamenti, lo spettacolo di Maurizio Colombi è riuscito a mantenerela sua rilevanza e popolarità, offrendo un'esperienza teatrale che non solo fa ridere maanche riflettere. L'inclusione di nuovi temi e la rappresentazione delle diverse forme dicoppia rendono lo spettacolo un ritratto fedele e attuale delle relazioni umane.

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  • ALLA RICERCA DELL’UOMO RAGNO – 883

    Nel 1989 Mauro Repetto fonda, insieme a Max Pezzali, il duo musicale che poi prenderà il nome di 883. Mauro e Max scrivono insieme tutti i pezzi di maggior successo della band, pietre miliari della musica italiana. Mauro oggi non è più il biondino che saltava a destra e sinistra ma canta finalmente le sue canzoni, le canzoni degli 883. Racconta la sua fuga dall’Italia, il suo incontro con l’Uomo Ragno e il segreto nascosto nei sogni. Lo spettacolo, musicale e a tratti comico, raccoglie molti dei brani e dei videoclip di grande successo degli 883. Alla ricerca dell’uomo ragno è un one man show, a metà tra realtà e finzione, con una trama autobiografica e surreale al tempo stesso. È una favola ambientata nel Medioevo, in cui Mauro dal palco interagirà (con il supporto dell’intelligenza artificiale)con sè stesso e Max com’erano da ragazzi, prima dell’arrivo della grande ondata di successi, e con i personaggi che hanno partecipato alla nascita e alla carriera degli 883, tutti proiettati sugli schermi con straordinari effetti visivi. Tra questi ritroveremo, ad esempio, il Conte Claudio Cecchetto, il barone Fiorello, il principe Jovanotti, il marchese Jerry Scotti. Tra momenti di comicità e di nostalgia, Repetto si racconta e ripercorre la storia della band ,istantanee di momenti intramontabili, con aneddoti e curiosità sulla genesi dei loro maggiori successi, cantando le hit che hanno fatto da colonna sonora a intere generazioni, con qualche omaggio ad artisti che lo hanno ispirato, e presentando al pubblico anche un suo brano inedito. La scena si compone di tre grandi cornici prospettiche all’interno delle quali sono proiettati i personaggi con i quali Mauro interagisce in diretta. Gli schermi all’interno delle cornici si animano e danno vita, come per magia, ai personaggi reali. Con l’uso dell’intelligenza artificiale Mauro parla con sé stesso all’età di 20 anni, con il suo amico Pezzali di oggi e di molti anni prima.

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  • L’Incerto Confine tra Ragione e Follia

    Ogni produzione artistica nasce solo se si ha confidenza con la parte folle di sé in quanto “con la ragione non si crea niente”. Una ragione che culturalmente nasce come sistema di regole ideato dagli umani per orientarsi e intendersi in un contesto altrimenti polivalente, ambivalente e quindi mezzo per staccarsi dalla follia divina. Come sosteneva Platone, “la follia dal Dio proveniente è assai più bella della saggezza d'origine umana” e per creare si deve attingere a un'attitudine diversa dalla ragionevolezza quotidiana, lontano dai divieti e dai comandi del Super Io, entrando nelle dimensioni dove collassano le strutture razionali, come accade con l'attività onirica. Insomma, per creare è necessario che l'Io venga sacrificato diversamente “lavorando solo con la ragione siamo tutti uguali”. Filosofo, saggista e psicoanalista, Umberto Galimberti porta a Teatro un percorso attraverso Ragione e Follia, due elementi imprescindibili dello spirito umano.

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  • Buongiorno, Ministro!

    Buongiorno, Ministro! è una bellissima commedia spagnola, in prima assoluta per l’Italia, un mix di comicità grottesca e imprevedibile, talvolta romantica, mai volgare, scritta in modo elegante e indimenticabile da una delle penne più geniali della drammaturgia spagnola. Una commedia da infarto, senza freni, che non risparmia al pubblico una successione quasi senza sosta di esilaranti gag e battute pirotecniche, rese ancora più divertenti da un cast di tutto riguardo che vede nei suoi protagonisti, Enzo Iacchetti e Carlotta Proietti , due mattatori irresistibili. Un ministro, coinvolto in uno scandalo di corruzione che gli ha rovinato la vita e la carriera politica, sta per compiere l’estremo gesto con un colpo di pistola, ma viene salvato da una venditrice porta a porta che lo travolge con la sua energia e la sua umanità, aiutandolo a ritrovare il coraggio di affrontare i problemi. Sembra l’inizio di una commedia romantica e a lieto fine, ma gli imprevisti sono dietro l’angolo per colpa della sgangherata famiglia della donna (un marito malavitoso, la prostituta che frequenta, un padre paralizzato sulla sedia a rotelle) che creerà una spirale di situazioni sempre più imbarazzanti, incredibili ed esilaranti. Sulla scia di una trama che può ricordare alla lontana il film cult Un pesce di nome Wanda, i colpi di scena si susseguono fino ad arrivare ad un finale sorprendente e imprevedibile che lascerà il pubblico a bocca aperta.

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  • Via Crux

    Dai microfoni de La Zanzara Giuseppe Cruciani sbarca per la prima volta a teatro in un nuovo e imperdibile one-man-show. La voce più scorretta d’Italia porta sul palcoscenico le contraddizioni del nostro tempo, le iperboli perbeniste, gli accanimenti contro il protagonista del giorno, scavando nelle viscere del pensiero dell’uomo medio.  Vegani, omofobi, terrapiattisti, insomma, italiani! Preparatevi. il suo spettacolo fa a pezzi gli argini del politicamente corretto e scardina ogni liturgia.  Cruciani va a ruota libera, non concede sconti, e non risparmia nessuno. Oltraggioso e irriverente, Via Crux è lo spettacolo dell’anno, diverso, dissacrante e sempre oltre i limiti.

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  • Stanley Jordan Solo

    Torna in Italia il mago della chitarra! Innovatore senza pari, Stanley Jordan ha rivoluzionato il modo di suonare grazie alla sua "touch technique", una tecnica avanzata di tapping a due mani che gli permette di eseguire contemporaneamente melodia e armonia con incredibile fluidità. Acclamato dalla critica e nominato quattro volte ai Grammy, Jordan ha conquistato il pubblico con interpretazioni mozzafiato che spaziano dal jazz al rock, dalla classica alle sperimentazioni più audaci. Con una carriera che lo ha visto suonare in oltre 60 paesi, collaborando con leggende come Quincy Jones, Dizzy Gillespie e Les Paul, Stanley Jordan porta a Fortunago il suo talento straordinario per un concerto imperdibile. Un viaggio musicale emozionante e imprevedibile, dove la tecnica sublime si unisce alla pura espressività. Non perdere l'occasione di assistere a un'esibizione straordinaria!

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  • Mordere il cielo

    Paolo Crepet, psichiatra, sociologo, educatore, saggista e opinionista italiano, sarà protagonista sul palco di numerosi festival e rassegne estive, a partire dal prossimo luglio, con la sua nuova conferenza spettacolo ‘Mordere il Cielo’. Dopo il successo di ‘Prendetevi la luna’ nella passata stagione teatrale invernale, registrando sold outin tutte le tappe, Paolo Crepet torna in scena con la conferenza spettacolo dedicata al suo ultimo libro. ‘Inutile negarlo, girarci attorno. Viviamo tra nuove guerre, migrazioni di massa, povertà che si ammassano nelle grandi città, vecchie e nuove droghe dilagano, ansie e angosce trovano insuete espressività. Come se un’antica cicatrice interiore fosse tornata a condizionare il tempo presente. Eppure molti continuano a cercare, forse proprio perché l’eclissi della ragione coglie un’umanità sempre più smarrita. Proprio adesso che una parte del pianeta pensava di aver conosciuto benessere e allungamento della vita, mi chiedo dove siano andate a finire le nostre emozioni, perché in tanti tendono a relegarsi in una solitudine che accomuna giovani e adulti, vecchi e bambini. Siamo all’età dell’insensibilità? Il rischio c’è ed è sempre più forte. Occorre parlare di questa potenziale eclissi di una parte della nostra sfera emotiva, le complicità e le omissioni che tendono a tradire l’identità più profonda di ogni essere umano. Per tornare a “mordere il cielo” occorre ritrovare il coraggio di nuove eresie, rinnovare ribellioni per inseguire le nostre unicità, diffidando di quella grigia normalità dietro la quale si nasconde il sinistro rumore della neutralizzazione dell’anima

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